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22 aprile 2018

Due pesi, due misure

Non spetta allo Stato o ai comuni organizzare il culto. Possiamo certo, una volta individuate le soluzioni, seguirle con attenzione e gestire bene le problematiche amministrative e logistiche ma non individuare posti e luoghi di preghiera.
Ramadan, le precisazioni del Comune
Comunicato stampa Comune di Firenze 21 Aprile 2018

Se non spetta ai comuni organizzare il culto e individuare posti e luoghi di preghiera, chi è il proprietario dello "scantinato" sede del Centro islamico di Sorgane?

 

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06 gennaio 2017

Moschea, si riparte da zero nessun rilancio all’asta sfuma anche viale Europa

Per Repubblica Firenze 9052 metri quadrati sono diventati nove ettari.


Moschea al palo tramonta anche viale Europa


Moschea, si riparte da zero nessun rilancio all’asta sfuma anche viale Europa

La cifra di base per le offerte è considerata troppo alta Ricomincia la ricerca di un’area dove costruire il centro

ERNESTO FERRARA

Moschea, punto e a capo. La comunità musulmana non appare intenzionata a procedere ad alcun rilancio sull’area di viale Europa sfumata all’asta prima di Natale. Le certezze a cui l’operazione moschea appariva finalmente arrivata sono infrante. E mentre Palazzo Vecchio insiste perché la comunità allestisca al più presto un tendone provvisorio da mille persone per la preghiera del venerdì in modo da risolvere il problema dei fedeli sul marciapiede ai Ciompi, una nuova caccia al terreno giusto per i musulmani fiorentini è già partita.
Solo qualche mese fa la lunga, faticosa ricerca di un terreno dove costruire un luogo di culto per gli oltre 30 mila fedeli dell’area metropolitana sembrava terminata. Sui 9 ettari a destinazione agricola incastrati tra viale Europa, il viadotto Marco Polo e il viuzzo del Pozzetto si era infine convinto il gruppo di lavoro sulla moschea coordinato dall’imam Izzeddin Elzir. Poi il 20 dicembre, all’asta fallimentare convocata dal curatore a Empoli per l’acquisto dell’area, il colpo di scena: un’azienda agricola rappresentata da un commercialista fiorentino — dietro cui pare ci sia una ricca famiglia americana residente a Bagno a Ripoli con agganci nella comunità metodista della Florida — si presenta alla gara e sfida l’inviato dei musulmani. A colpi di rialzi di 5 mila euro la contesa, partita da 418 mila euro, arriva alla folle cifra di 755 mila euro. Ad avere la meglio sono gli sfidanti degli islamici. Le regole del bando d’asta prevedono 30 giorni per un rilancio ulteriore sulla cifra dell’aggiudicazione provvisoria. Entro fine gennaio i musulmani fiorentini potrebbero ancora strappare l’area andando oltre quota 755 mila. Ma non è intenzione di Izzeddin e dei suoi, a quanto trapela. Perché? Troppo alta la cifra d’asta: la raccolta della comunità fiorentina si è ad ora fermata ad una cifra fra i 5 e i 600 mila euro, a cui potrebbero agiungersi ulteriori fondi derivanti da una ricerca internazionale per fare i lavori di costruzione. Spendere quasi 800 mila solo per un terreno è ritenuto oneroso e strategicamente errato dunque.
E così la caccia è già ricominciata: un terreno nemmeno enorme, basterebbero 2-3 ettari, ragionano i più vicini a Izzeddin. Una delle ambizioni è trovarlo vicino al fiume, luogo sacro. Una chance per viale Europa si potrebbe riaprire solo se la società che si è aggiudicata il terreno non saldasse l’acquisto (per ora ha versato solo la caparra). Si saprà tra qualche settimana. Intanto il Comune insiste per un tendone provvisorio, un posto dove gli islamici ossano fare la preghiera del venerdì lasciando piazza dei Ciompi e chiudendo le moschee abusive come quella di San Jacopino. Izzeddin non è affatto convinto, anche per i costi alti (150 mila euro l’anno di noleggio), ma uno dei luoghi che potrebbe interessargli per montare un’eventuale tenda è l’area delle Cascine.

La Repubblica Firenze 05.01.2017

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21 dicembre 2016

Moschea sfuma l'ipotesi Viale Europa

AGGIORNAMENTO 22.12.2016

Diventa un giallo l'asta sul terreno per la moschea
La Repubblica Firenze 22.12.2016
Dietro la società agricola che ha sbaragliato gli islamici con una folle gara al rialzo ci sarebbe una famiglia Usa con forti legami nella comunità metodista in Florida
Il terreno per la moschea “soffiato” alla comunità da una società agricola
Dietro l’offerta all’asta una ricca famiglia americana che sembra disposta a pagare 755mila euro e oltre
MARIA CRISTINA CARRATÙ
UN ettaro scarso di niente, poco più di un campo incolto incastrato fra la rampa del viadotto Marco Polo, viale Europa e viuzzo del Pozzetto, a Firenze sud, ma valutato come una vigna pregiata nel Chianti. C’è qualcosa che non quadra nella strabiliante corsa al rialzo che martedì scorso, nel corso di un’asta fallimentare a Empoli, ha sottratto alla Comunità islamica di Firenze (già sconfitta l’anno scorso alla gara per l’ex deposito Ataf di via De André) l’unica area con cui dopo anni di ricerche sembrava possibile chiudere la partita della nuova moschea. A colpi di 5 mila euro per volta, una misteriosa società agricola di Bagno a Ripoli rappresentata da un commercialista fiorentino, ha cominciato a puntare su quel campo di erbacce come se valesse oro, e non ha più mollato la presa. In un attimo, i 418 mila euro di partenza sono balzati a 755, con la Comunità costretta a inseguirlo col fiatone. Convinta di essere l’unica interessata, si è trovata insidiata da un competitor crudele. E alla fine ha gettato la spugna, giurandolo: «Per noi finisce qui». Niente più rilanci, insomma, che pure resteranno ancora possibili finché (in teoria senza limiti di tempo) il giudice non chiuderà l’asta, e nonostante le offerte, a questo punto, debbano ripartire dai 755 euro addirittura maggiorati del 10%. Una follia, per quella che è la posta in gioco. E uno smacco, non solo per la Comunità di Borgo Allegri, ma anche per il Comune di Firenze, pronto a concedere il cambio di destinazione d’uso del terreno (ora agricolo) proprio per consentire la costruzione della nuova moschea. Ma, appunto, solo ed esclusivamente a chi volesse utilizzare l’area con questo scopo. Dunque, la corsa dello sfidante appare assurda. Ma siccome niente, sul mercato immobi-liare, avviene senza una ragione, si delinea il giallo: chi, e perché, può avere tanto interesse da investire 800 mila euro per sbarrare la strada alla nuova moschea? I rumors, ieri, davano per certo che dietro la società agricola che ha sbaragliato gli islamici ci sia un importante proprietario terriero di Bagno a Ripoli, imparentato con una potente e ricchissima famiglia americana e con forti agganci nella comunità metodista della Florida. Contrariato, si dice, dal progetto di moschea che avrebbe potuto sorgere a un chilometro in linea d’aria da casa sua. Ma, si aggiunge, forse anche manovrato da interessi che valicano i confini fiorentini, per intrecciarsi con quelli di chi, in Italia e non solo, non vede di buon occhio la realizzazione di un luogo di culto islamico a Firenze, la città dell’imam Izzeddin Elzir, presidente dell’Ucoii e volto di punta dell’islam italiano moderato e dialogante. Una nuova moschea, in quest’ottica, cioè un passo avanti nell’integrazione, non farebbe comodo agli ambienti più intolleranti, favoriti piuttosto da un islam insofferente e radicalizzato. Ma inutile illudersi: «Nessuno pensi che rinunciamo alla moschea», era ieri la parola d’ordine in Borgo Allegri. La ricerca dell’area, insomma, è già ripartita.


L’ASTA GIUDIZIARIA
Nuova moschea, slitta l’ipotesi di viale Europa
ERNESTO FERRARA

SI complica di nuovo la strada per la moschea. All’asta giudiziaria convocata nello studio della commercialista Elena Carli di Empoli, quella per il terreno di viale Europa che la comunità musulmana aveva ritenuto valido e a cui Palazzo Vecchio si era detto favorevole, a sorpresa si presenta un altro compratore. Un commercialista fiorentino deposita un assegno iniziale ben più alto di quello messo sul tavolo dall’inviato della comunità musulmana. E alla fine la spunta nella gara dei rilanci.

Rivale a sorpresa e slitta l’ipotesi della vera moschea in viale Europa
ERNESTO FERRARA

SI complica ancora una volta la strada per la moschea. All’asta giudiziaria convocata ieri nello studio della commercialista Elena Carli di Empoli, quella per il terreno in fondo al viale Europa che la comunità musulmana aveva ritenuto valido e a cui pure Palazzo Vecchio si era detto favorevole, a sorpresa si presenta un altro compratore. Un commercialista fiorentino, a quanto pare per conto di un’azienda agricola, che non solo deposita un assegno iniziale ben più alto di quello messo sul tavolo dall’inviato della comunità musulmana, ma alla fine la spunta nella gara dei rilanci. Una corsa folle, a quanto si apprende, che porta alla fine la cifra dell’aggiudicazione talmente in alto da apparire paradossale: il doppio del massimo previsto dalla base d’asta iniziale. Qualcosa come 7-800 mila euro. Un tetto che gli islamici fiorentini al momento hanno ritenuto di non superare. Con la conseguenza che salvo colpi di scena l’ettaro di terreno che doveva servire per la nuova moschea dei 35 mila musulmani della città è ora nelle mani di un soggetto intenzionato a farne tutt’altro. Cosa, non è dato sapere. Non è ancora detta l’ultima, è vero: secondo le norme ci sono ancora trenta giorni in cui può essere il soggetto che non si è aggiudicato l’asta a tornare alla carica con un ulteriore rilancio di un minimo del 10%. Lo farà la società che si muove per conto della comunità musulmana? L’imam Elzir Izzeddine ieri ha deciso di non parlare. Ma è vero che tra gli esponenti musulmani più informati e influenti della città ieri si registrava un clima di pesante irritazione per l’occasione sfumata e di crescente dubbio per le cause: chi ha interesse a stopparci e perchè, era una delle domande che si ponevano ieri nella comunità musulmana. Palazzo Vecchio resta a guardare. Sui 9 mila metri quadrati a destinazione agricola tra viale Europa e via del Pozzetto, il Comune era disponibile a fare un ragionamento di modifica urbanistica, pur di risolvere il problema della sala di preghiera sold out di Borgo Allegri. Impossibile invece che possa derogare al principio dei volumi zero per qualsiasi altro soggetto che si sia aggiudicato il terreno e voglia provare a costruirci su facendo un business di qualsiasi tipo.

La Repubblica Firenze 21.12.2016

Viale Europa: comunità islamica seconda. Vince un’azienda agricola
 di ILARIA ULIVELLI

 IL FUTURO della moschea che ancora non c’è rischia già di diventare passato. Ieri, dopo vari rialzi che hannoportato al raddoppio della cifra di partenza, la comunità islamica ha fatto un passo indietro, prossima allanon sostenibilità dell’impresa e il titolare di un’azienda agricola si è aggiudicato l’asta giudiziaria per il terrenodi viale Europa su cui Palazzo Vecchio aveva dato l’ok di massima per la realizzazione della moschea. UN EDIFICIO di culto che non può più aspettare, visto l’elevato numero di fedeli musulmani costretti a fare i doppi turni negli angusti locali dell’ex garage di borgo Allegri e a invadere il giardino. Con polemiche che ormai si susseguono di stetimana in settimana in occasione del venerdì islamico, il giorno santo dellapreghiera musulmana. Doveva essere la volta buona. Anche se la base d’asta era elevata per un terreno agricolo senza alcuna possibilità di ottenere i titoli edificatori, che invece verrebbero concessi per la realizzazione di un luogo di culto: 400mila euro. Con due contendenti: incredibile che ci sia qualcuno che a quella cifra vuole accaparrarsi un fazzoletto di terra in viale Europa. E’ andata a finire che, dopo vari rialzi, il terreno che fu un vivaio ormai in tempi lontani, è stato aggiudicato per – udite udite – 800mila euro all’azienda agricola. Ora la comunità islamica fiorentina, arrivata seconda, avrà tempo 30 giorni per fare un’offerta più vantaggiosa. Il fatto è che sborsando quasi un milione di euro diventerebbe difficile per la comunità sostenere l’intero progetto, dato che deve accollarsi le spese per la costruzione della moschea. Un mese in cui si proverà a cercare anche qualcos’altro. Ci sono altri terreni su cui poter concentrare l’attenzione: terreni anche più grandi rispetto a quello di viale Europa che, in attesa della costruzione della moschea, potrebbero ospitare una tensostruttura provvisoria eliminando il problema di piazza dei Ciompi e degli altri centri più piccoli sparsi per la città. Trenta giorni in cui si intensificheranno i rapporti con Palazzo Vecchio. Entro il 31 dicembre era stato detto che si sarebbe trovata una soluzione. Ma le aree di proprietà pubblica scarseggiano oppure sono inadeguate. Quindi o il rialzo o un altro privato. Che a questo punto potrebbe chiedere cifre da capogiro. Insomma, il cammino è in salita.

La Nazione Firenze 21.12.2016

Moschea, gli islamici battuti all’asta per il terreno Palazzo Vecchio: «Se fermassimo tutto faremmo il gioco dei terroristi, però non è facile

Si allontana l'ipotesi moschea a Firenze sud. La comunità islamica non è riuscita a vincere l'asta di acquisto del terreno agricolo compreso tra Viale Europa e viuzzo del Pozzetto, a ridosso del viadotto Marco Polo. Nella giornata di ieri c'è stata l'apertura delle buste presso lo studio del curatore fallimentare,. L'offerta più consistente non è stata quella della comunità islamica, che però avrà altri trenta gionri di tempo per rilanciare e proporre un'offerta più alta. E così, i sogni dei trentamila fedeli musulmani di Firenze, costretti da anni a pregare in garage e scantinati improvvisati, sembra sfumare a poco a poco. Una notizia ,quella del primo stop all'acquisto del terreno, che arriva a pochissime ore di distanza dall'ennesimo attentato di matrice islamica che ha colpito Berlino. E forse, temono i membri della comunità islamica, sono proprio i ripetuti attacchi terroristici a minare in qualche modo la possibilità di un confronto serio e pacifico sulla realizzazione della moschea a Firenze. Come più volte ha sostenuto l’imam di Firenze Izzeddin Elzir (e presidente Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche italiane), sono proprio gli attentati in Europa ad accrescere l’islamofobia delle persone e della politica, una tensione che non consente un dibattito sereno anche sulla nascita della moschea, qui a Firenze come in altre città. Opinione simile a quella del sindaco Dario Nardella, che ieri ha confermato la volontà politica di realizzare la moschea a Firenze, con le condizioni note (a partire dalla trasparenza per i finanziamenti) pur senza nascondere le difficoltà dettate dalla contingenza internazionale: «Se fermassimo tutto, faremmo il gioco dei terroristi». Ma l’asta andata male, per la comunità islamica, complica la vicenda. «Non sarà facile» ha aggiunto Nardella. Lo stesso sindaco, nei mesi scorsi, si era espresso positivamente anche sull’eventuale nascita della moschea sul viale Europa. Il terreno in questione, su cui si trovano alcuni manufatti, partiva da un prezzo base di 424 mila euro, con offerta minima a 318 mila euro. Per la realizzazione della moschea, sarebbe però servito un ulteriore passaggio, quello del cambio di destinazione d’uso. Nelle prossime ore, la comunità islamica farà il punto sul primo round dell’asta pubblica. Domani è prevista un’assemblea tra i fedeli musulmani al centro di Borgo Allegri. Potrebbe essere deciso un rilancio dell’asta, ipotesi al momento piuttosto difficile visto Izzeddin Elzir, imam di Firenze e presidente Ucoii. A sinistra, la preghiera in Borgo Allegri che, spiegano dalla comunità musulmana, la cifra offerta dal vincitore provvisorio dell’asta è piuttosto consistente. Uno scenario che si ripete quasi identico: l’anno scorso sfumò, sempre all’asta, l’acquisto di un terreno al Varlungo, nell’ex deposito Ataf di via Fabrizio de Andrè, a pochi passi dall’Obihall. In quel caso, la comunità islamica offrì 500mila euro.
Jacopo Storni

Corriere Fiorentino 21.12.2016


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15 dicembre 2016

Rischiatutto in Viale Europa

Nell'intervista a Controradio del 25 novembre 2016 il Sindaco di Firenze Dario Nardella ha parlato nuovamente ddell'ipotesi di realizzare la moschea in Viale Europa.



MOSCHEA: Firenze è la città della città e del dialogo, dell’incontro di religioni. le città non fanno guerre, non hanno eserciti, fanno cultura. Il diritto a pregare non si può mettere in discussione. Ad oggi abbiamo migliaia di mussulmani che pregano nei garage e sottoscala. Stiamo facendo dei passi in avanti. E’ stata individuata un’area privata con standard di edificabilità adeguata nel Q3 sotto al viadotto di Firenze Sud all’altezza di viale Europa. Nel frattempo ho proposto all’Imam di individuare un’area pubblica provvisoria per l’allestimento di una tensostruttura in attesa della realizzazione della moschea definitiva, cercando di chiudere quei centri di preghiera posticci che creano una tensione improduttiva.

Ecco come viene descritto il terreno nella documentazione allegata all'avviso di vendita immobiliare:


Come è possibile edificare su "un'area agricola di particolare interesse paesistico-ambientale" e "limite del Parco Storico delle Colline e del Parco dell'Arno" e in parte in "Vincolo cimiteriale?

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22 ottobre 2016

Moschea in Viale Europa e Sorgane...

Premessa doverosa.

Sorgane Blog è un'iniziativa personale, non mira a fare opinione, non è il megafono di nessun gruppo o comitato di cittadini.

Quelle che seguono sono solo le opinioni dell'autore del post.

Ipotizzare l'utilizzo del terreno incolto in Viale Europa rinnega lo slogan che ha accompagnato l'approvazione del Piano Strutturale de Comune di Firenze: "Volumi zero e senza consumo di suolo".

La specifica localizzazione del terreno apre almeno un paio di questioni urbanistiche.

La chiusura della Foresteria Pertini non è comunque una contropartita sufficiente, tenuto conto dell'impatto su mobilità, sosta e trasporto pubblico che la realizzazione della moschea in Viale Europa comporterebbe.

Eliminare l'inutile girotondo in Viale Europa della linea 23A, ripristinare il vecchio percorso in Via di Ripoli

Le corse del 23 C devono passare da Sorgane.

Regolamentare la sosta a Sorgane coerentemente con la nuova delimitazione del centro abitato prevista dal regolamento urbanistico.

Bloccare la gara per la gestione della Foresteria Pertini fino 2019.

Quandoci sarà la tensostruttura liberare i locali Casa Spa nel condominio di Via Tagliamento utilizzati finora.

Un piano organico di riqualificazione di Sorgane (marciapiedi, arredo urbano ecc..ecc..). 

Organizzare un Consiglio di Quartiere aperto con il Sindaco di Firenze per permettere ai cittadini di essere protagonisti su una decisione di tale importanza.


Moschea alla svolta un terreno all’asta è in pole position

La comunità islamica interessata a un ettaro tra viale Europa, viuzzo del Pozzetto e la rampa del viadotto Palazzo Vecchio è orientato a un parere positivo

Un ettaro incolto in viale Europa la moschea a un passo dal via
La comunità islamica interessata ai terreni agricoli che stanno per essere messi all’asta

ERNESTO FERRARA

LA decennale, complicatissima fase della ricerca di un’area dove realizzare una nuova moschea a Firenze sembra essere finalmente approdata ad una certezza. Su un terreno agricolo di proprietà privata circa 10 mila metri quadrati a Firenze Sud, fra viale Europa e viuzzo del Pozzetto, a ridosso del viadotto Marco Polo punta ormai come soluzione al grande rebus la comunità islamica. E con questo obiettivo ha già più volte incontrato gli uffici tecnici del Comune e anche l’assessore all’urbanistica Lorenzo Perra.
Palazzo Vecchio non ha ancora detto sì. Del resto esiste anche un’altra location papabile, poco distante, di fronte all’Holiday Inn, su cui pure si sta ragionando. Ufficiosamente però da Palazzo Vecchio i segnali sull’ettaro sotto il viadotto sono stati positivi e l’approfondimento tecnico è in fase avanzata anche con il Quartiere 3. Le questioni da risolvere tuttavia non mancano: il terreno avrà bisogno di un cambio di destinazione d’uso. Ma non non c’è solo il rapporto col Comune a preoccupare l’imam Elzir Izzeddin in queste settimane: il capo dei musulmani fiorentini ha messo a punto con il consiglio della comunità le mosse da fare e si prepara al momento davvero decisivo, ovvero l’asta per l’acquisto del terreno, fissata il prossimo 20 dicembre dal tribunale. Attualmente gestito da un curatore fallimentare, il lotto, su cui si trovano anche alcuni manufatti, parte da un prezzo base di 424 mila euro con offerta minima a 318. Solo se la comunità riuscirà ad aggiudicarselo l’operazione potrà partire.
Non siamo più al ventaglio di ipotesi, ora una location c’è e la comunità non vuole perdere l’occasione. Tutto si gioca nei prossimi 60 giorni. A rendere complesso il quadro non sono tanto il prezzo o la procedura dell’asta. Il timore della comunità è piuttosto che tensioni politiche e interessi privati opposti possano mandare tutto all’aria. Rischi che anche Palazzo Vecchio vuole evitare: per questo, d’accordo col presidente del Quartiere 3 Alfredo Esposito, in Comune stanno valutando l’ipotesi di “alleggerire” il carico di funzioni nella zona di Gavinana e Sorgane prima dell’eventuale arrivo della moschea. L’idea ad ora è chiudere e spostare in altra sede la foresteria Pertini di via Isonzo, che viene usata per l’accoglienza dei senza tetto e varie emergenze. Solo una piena accettazione sociale del nuovo luogo di culto potrà determinare il successo di un’operazione dal valore storico per i musulmani e dall’inusitato valore culturale per la città, è il ragionamento che si fa in Comune.
Chi pagherà? L’imam ha già chiarito che la comunità musulmana troverà le risorse e lancerà un concorso di progettazione internazionale. Tempi? Almeno due-tre anni tra procedura e lavori. Nel frattempo il sindaco Dario Nardella è determinato a trovare entro primavera per gli islamici una soluzione provvisoria: una nuova sala di preghiera, più grande, forse una tensostruttura, che ponga fine allo scandalo dei fedeli inginocchiati il venerdì fuori dall’angusto garage che oggi li ospita in Borgo Allegri.

La Repubblica Firenze 21.10.2016



CRONACA
Ok alla moschea a Firenze sud intanto si cerca una maxi tenda
Il sindaco: urgenti soluzioni a breve periodo, basta preghiere in strada
ERNESTO FERRARA
SÌ alla nuova moschea a Firenze Sud, nell’ettaro di terreno incolto di viale Europa proprio sotto il viadotto Marco Polo. Ma siccome non ci vorranno meno di due-tre anni, salvo complicazioni e sempre che la comunità islamica compri l’area all’asta il prossimo 20 dicembre, l’assoluta urgenza per Palazzo Vecchio è quella di trovare una struttura provvisoria dove ospitare la preghierà del venerdì in modo da porre fine allo scandalo dei fedeli inginocchiati sul marciapiede di Borgo Allegri.
Trovarla o costruirla, arriva a dire Dario Nardella: «Abbiamo l’urgenza di individuare soluzioni di breve periodo: non sono più tollerabili centri di preghiera improvvisati in garage o sottoscala, in centro come in periferia: noi siamo disponibili a individuare con la comunità un’area per una tensostruttura provvisoria, anche in un terreno del Comune». Purché questo non solo non comporti una moltiplicazione dei luoghi di culto ma comporti la chiusura di tutte le moschee abusive o improvvisate: «La condizione è che si chiudano tutti i centri di preghiera sparsi per la città, difficilmente controllabili, ingestibili e mortificanti per chi ci va a pregare », avverte il sindaco.
Trova assoluta conferma l’ipotesi rivelata ieri da Repubblica che la nuova “casa” della comunità musulmana — una moschea con annesso centro islamico di cultura — sorga in fondo al viale Europa, in un lotto di terreno agricolo incastrato tra viuzzo del Pozzetto e la rampa dello svincolo. Una posizione comoda logisticamente, non lontana dalla città ma nemmeno in un’area così densamente urbanizzata: «L’idea è stata avanzata agli uffici urbanistici dalla comunità islamica, lo confermo: nel corso degli incontri svolti è emersa una possibilità effettiva di realizzarla lì, non ci sono ostacoli particolari. È un’area che risponde a certe caratteristiche, se e quando la comunità islamica entrerà in possesso di quell’area noi continueremo a perseguire questa ipotesi», spiega Nardella.
Cruciali saranno i prossimi 60 giorni: il terreno, in mano ad un curatore fallimentare, dopo due aste deserte finisce di nuovo in vendita a fine anno ad una cifra di partenza di 424 mila euro, con offerta minima fissata a 318 mila. Se la comunità islamica si aggiudicherà il lotto di terreno dopo entrerà nel vivo laa necessaria procedura urbanistica: l’area secondo il Catasto è attualmente agricola, il Comune dovrà modificarne con un cambio di destinazione la capacità edificatoria e le funzioni. Poi scatterà la fase della progettazione, per cui l’imam Izzeddin Elzir sta prevedendo di fare una gara internazionale, e della costruzione. Tempi stimati dell’operazione, al netto di incidenti di percorso o complicazioni politiche su cui pure Palazzo Vecchio è pienamente allertato tanto da stare valutando anche mosse strategiche come la chiusura della Foresteria Pertini, almeno 24-36 mesi.
Per questo Nardella e Elzir hanno condiviso l’esigenza di arrivare entro la prosssima primavera alla realizzazione di una sala di preghiera “provvisoria”, in grado di ospitare circa 1.000 fedeli, così da evitare il boom delle moschee abusive: «Creano anche problemi di integrazione nei quartieri dove sorgono» ragiona il sindaco pensando soprattutto a quella di San Jacopino. Dove allestire questa sala di preghiera provvisoria? «La ricerca deve dell’area deve partire», spiega il sindaco: «Possiamo individuare per questa tensostruttura anche una struttura già esistente o nostri terreni: prima che si possa realizzare la moschea definitiva passerà ancora tantissimo tempo e io non posso tollerare il persistere di questa situazione denunciata da cittadini ed anche da religiosi ». Nemmeno quella di Borgo Allegri è tollerabile: ogni venerdì il “garage” è sold out e i fedeli pregano sul marciapiede.
La Repubblica Firenze 22.10.2016
 

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28 luglio 2016

Un minareto in fondo a Viale Europa (aggiornato)

AGGIORNAMENTO 29.07.2016

L'articolo completo di Repubblica Firenze del 27.07.2016




      La moschea  
      Slitta tutto a settembre
      L’imam: “Possiamo fidarci del Comune”
 Allo studio le ipotesi dove realizzare prima l’edificio di culto provvisorio e poi quello definitivo: c’è anche viale Europa 
Un altro rinvio sulla moschea. E pure sulla sala “extralarge” per la preghiera del venerdì da affiancare a quella ormai sempre “sold out” di Borgo Allegri. Sarebbe stato eccezionale il contrario, ma anche l’incontro di ieri tra Palazzo Vecchio e comunità islamica termina senza decisioni: se ne riparla a settembre, è il verdetto. Questo non vuol dire che non si possa parlare di un passo avanti: 5-6 ipotesi vengono seriamente esaminate, luoghi privati dove la comunità ipotizza di allestire una moschea “provvisoria” e pure terreni dove invece si potrebbe progettare di edificarne una nuova con tanto di minareto. Per questo scopo saltano fuori un paio di location inedite: due aree in fondo a viale Europa...
 La Repubblica Firenze 27.07.2016

Due location inedite in fondo a Viale Europa per una moschea con tanto di minareto?

Allora cominciamo dal fondo: dal confine comunale.

Quella in verde è la fascia di rispetto del Cimitero del Pino, un vincolo di inedificabilità assoluta.

La norma persegue una molteplicità di interessi pubblici: la tutela di esigenze sanitarie;  la tutela della sacralità del luogo;  preordinazione dell’area alla possibile espansione del plesso cimiteriale
 
Il Consiglio comunale di Firenze pensa di ridurre la fascia di rispetto del Cimitero del Pino?

Fascia rispetto Cimitero del PIno

In fondo al Viale Europa esiste un vincolo di inedificabilità assoluta.

E spostandoci un po' meno in fondo a Viale Europa?

Arriviamo al PRU Viale Europa (area verde evidenziata nell'immagine)

PRU Viale Europa

Cosa prevedeva il PRU Viale Europa?

Un centro sportivo di proprietà privata ma di uso pubblico ed un parcheggio scambiatore di circa 200 posti auto; la conferma di una zona a verde pubblico, un centro per attività direzionali e terziari su viale Europa, il distretto socio-sanitario di zona e l’inserimento di una nuova zona ad edilizia residenziale terziaria, di nuovo impianto a bassa densità

PRU Europa dal vecchio PRG: la parte edificabile sul lato Viale Europa, la parte nord verde pubblico e centro sportivo

Una moschea con tanto di minareto al posto del distretto sociosanitario previsto in Viale Europa?

Una moschea ai margini di Firenze? Qualcuno ha cambiato idea? 

Margini ed incoerenze 26.01.2012




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11 settembre 2014

Incontro con l'Imam della Moschea di Sorgane 13 settembre ore 17


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26 gennaio 2012

Margini ed incoerenze

Moschea: “Non ai margini della città e "non dismettere, una volta costruito il luogo di culto, i tre punti di preghiera presenti già adesso in città, uno in centro (Borgo Allegri) e due in periferia (località Poderaccio e Sorgane).

Imam e presidente dell'Ucoii,Izzedin Elzir.

Se la moschea non deve sorgere ai margini di Firenze, non ha senso mantenere il punto di preghiera a Sorgane.

Anche la geografia non é un'opinione.

L'inadeguatezza dei locali in cui oggi si riunisce la comunitá islamica è uno dei motivi che ha portato alla richiesta di realizzare una vera moschea a Firenze.

Lo scantinato di un condominio di Sorgane, anche dopo la costruzione della moschea, resterá inadatto ad accogliere chicchessia.

A Firenze, come nel resto d'Italia, singoli o gruppi che riescono a mettere le mani su un bene pubblico pensano di poter vantare in perpetuo chissà quali diritti.

Il futuro dei locali di proprietá pubblica, utilizzati oggi dalla comunità islamica per riunirsi, dovrá essere chiarito.

Basta furbizie.

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