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28 febbraio 2026

Travolto da una barca in Colombia, residente a Firenze, nella zona di Sorgane.

Travolto da una barca in Colombia, l'appello di Francesca per Andrea: “Aiutatemi a far rientrare mio fratello”

Fiorentino di 57 anni salvo per miracolo dopo essere stato ferito gravemente dall’elica di una lancia. La sorella accorsa dall’Italia per assisterlo in una clinica privata lancia un appello per il rientro in patria

Firenze, 28 febbraio 2026 – Era partito per la Colombia sognando una vacanza fra sport e mare. Ora è bloccato in una clinica privata, dopo essere stato sottoposto a una serie di delicate operazioni chirurgiche, e proprio da Cartagena la sorella lancia un appello per riportarlo prima possibile in Italia. È la storia di Andrea Verardini Prendiparte, 57 anni, residente a Firenze, nella zona di Sorgane. Grande appassionato di viaggi, trekking, passeggiate e ciclismo, Andrea era partito quattro settimane fa, insieme a due amici, per l’America del Sud.  

Cosa è successo

Dopo un primo tour sulla terraferma, aveva raggiunto le isole del Rosario, bellissimo arcipelago a dodici miglia da Cartagena. Un paradiso. Ma sabato 31 gennaio, nelle prime ore dei mattino, un terribile incidente ha trasformato la vacanza in un incubo. “Mio fratello è uscito presto per un tuffo in acqua e una nuotata – racconta la sorella Francesca Verardini Prendiparte, fiorentina residente a Cecina (Livorno), ora in Colombia per assisterlo –. Era da solo, quando è stato travolto da un’imbarcazione, una lancia. L’elica gli ha amputato due dita del piede, gli ha rotto un braccio, ma soprattutto gli ha provocato gravissime fratture alla testa. È stato soccorso, trasportato a riva e ricoverato a Cartagena in condizioni estremamente serie”.
L'appello di Francesca

La priorità è stata ovviamente salvargli la vita, ma alla situazione sanitaria, si sono ben presto aggiunte le difficoltà dovute alla distanza e alle procedure di un paese straniero. “Fortunatamente ho un’amica in Colombia – racconta ancora la sorella – che mi ha messo in contatto con un avvocato. Questo ha aiutato moltissimo dal punto di vista della burocrazia che abbiamo dovuto affrontare. Nel frattempo, io ho lasciato tutto e sono partita per Cartagena, dove sono ormai da quindici giorni”. Andrea Verardini Prendiparte è ora ricoverato in una clinica privata, ha subito numerosi interventi chirurgici e la tracheotomia. Ha superato la fase più critica, legata ai traumi alla testa, è guarito da una successiva infezione polmonare e adesso comincia a riconoscere la sorella. “Sono ottimista ma serve tempo – spiega Francesca –. Dall’operazione devono passare una ventina di giorni perché l’edema si riassorba e si possa iniziare la riabilitazione”.
"E' urgente riportarlo a casa”

Nel frattempo però l’urgenza è riportare Andrea a casa. “Chiedo l’aiuto delle istituzioni e di chiunque possa darci una mano – dice ancora la sorella – per organizzare al più presto un volo medico per il rientro. Purtroppo mio fratello non aveva stipulato un’assicurazione sanitaria e questo rende tutto più difficile. Ma restare qui sta diventando insostenibile. Mio fratello ha bisogno di iniziare un percorso di lungo periodo, propedeutico alla riabilitazione”.

“Dobbiamo affrontare questa fase nel nostro contesto. Inoltre, io sono la sua unica parente: ho lasciato il lavoro e la casa per stare con lui. Lo assisto tutto il giorno in clinica, ma non posso andare avanti per mesi. Stiamo valutando una raccolta fondi, ma la strada più semplice e sicura sarebbe riportarlo prima possibile a casa”. Francesca è in contatto con l’ambasciata italiana in Colombia e si sta muovendo anche in Italia. La speranza è che Andrea possa tornare rapidamente a casa, dove lo aspettano comunque mesi complessi, ma dove la sorella e gli amici possono più agevolmente stargli accanto e aiutarlo.

La Nazione 

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